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SINISTRI AUTOMOBILISTICI CON DECESSO




Se da un lato la legge n. 41 del 2016 quella che prevede il reato di "omicidio stradale" funge da deterrente, costituisce nel contempo uno spauracchio che incita ulteriormente alla fuga il pirata stradale. Tuttavia i dati dello scorso anno registrano un calo dei sinistri in generale, dovuto probabilmente anche alla lotta all'alcool e a chi guida parlando al cellulare.

Nei sinistri automobilistici mortali, vi è sempre una somma di responsabilità, civile e penale.
La responsabilità è sempre a carico del conducente, a meno che questi non dimostri di avere tentato in tutti i modi di evitare l'impatto mortale. E' obbligato ad un risarcimento in denaro, può pattuire o lasciare l'incarico alla propria compagnia assicuratrice, qualora la somma dei danni stabiliti non super i massimali previsti dalla polizza. Tuttavia la parte di responsabilità penale non potrà mai essere derogata in quanto è esclusivamente a carico del conducente e dovrà risponderne in prima persona.
La responsabilità penale insorge se:
- la condotta stradale al momento dell'incidente accerti violazioni del codice penale e/o della strada,
- il sinistro è causa di danni gravi a persone,
- il sinistro è causa di omicidio colposo, doloso o preterintenzionale.
Di contro non vi è responsabilità penale se:
- il sinistro causa danni involontari ed esclusivamente alle cose,
- la causa è una calamità naturale, come frane, alluvioni, neve, ghiaccio, ecc,
- il fatto non costituisce reato.
Il reato di omicidio stradale contemplato nella legge 41 del 23.3.2017, si perfeziona a seguiio di sinistri mortali per una o più persone nei seguenti casi:
- guida in stato di ebbrezza,
- guida sotto effetto di alcool e/o stupefacenti,
- guida in un centro urbano ad una velocità doppia del consentito o superando un semaforo rosso o in seguito ad una manovra ad "U".
Le pene previste come da art. 589 bis, vanno da 5 a 12 anni di reclusione.
La legge 41 inasprisce le sanzioni penali già previste dalla vecchia legislazione (da 2 a 7 anni). In particolare prevedee i seguenti casi:
- se il tasso alcolemico è superiore ad 1,5 gr/lt, oppure
- se il conducente si trovi in stato di alterazione psico fisica indotta da sostanze psicotrope o stupefacenti.
In questi casi l'autore del delitto stradale rischia da 8 a 12 anni di reclusione, che si riducono a 5-10 in caso di ebbrezza alcolica media, cioè con una concentrazione tra 0,8 e 1,5 gr/lt.
In caso di omicidio plurimo la pena carceraria è innalzata fino a 18 anni, pena ridotta della metà se è accertata la concorsualità di colpa.
In caso di tentata fuga e omissione di soccorso, l'aggravante è di 1/3 del periodo di detenzione già previsto.
La legge 41 prevede inoltre la carcerazione anche in caso di lesioni gravi (da 6 mesi a 2 anni). Se aggravate dalla velocità del doppio consentito il periodo di carcerazione sale da 4 a 8 anni per danni che prevedono la guarigione in oltre 40 giorni, rischio di vita, indebolimento sensoriale permanente o amputazione di un arto.
Il tasso alcolemico alto inoltre innalza la reclusione fino a 4 anni.
In tutti i casi la revoca della patente è immediata e il diritto di guidare sarà riacquisito in:
- 5 anni in caso di lesioni;
- 10 anni in caso di omicidio semplice;
- 15 anni nei casi che prevedono aggravanti (alcol, velocità, guida pericolosa);
- 20 anni se il guidatore è già recidivo in termini di guida in stato di ebbrezza o sotto stupefacenti;
- 30 anni se nel caso più grave viene aggiunta l'imputazione di tentata fuga.
In caso di lesioni semplici la revoca sarà di 10 anni se il guidatore è recidivo.
Esiste un fondo di garanzia per le vittime della strada, diretto dalla CONSAP (concessionaria servizi assicurativi) e atto a risarcire le vittime della strada nei seguenti casi:
- se l'incidente è stato procurato da un veicolo non identificato;
- se il veicolo risulta privo di copertura assicurativa, vengono compensati i danni a persone e cose per somme oltre i 500 €;
- se l'assicurazione non ha i mezzi per risarcire i danni.
   



                     

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